Come capire da dove viene il pesce che compriamo: cosa sono le zone Fao

Ci sono zone FAO da evitare?

Le zone FAO non sono un codice che comunica direttamente la qualità del pesce. La provenienza geografica, infatti, da sola non è sufficiente per stabilire la sicurezza o la qualità di un prodotto ittico. Per questo motivo è opportuno evitare di considerare automaticamente alcune zone come “buone” o “cattive” basandosi esclusivamente sul loro numero.

Le informazioni relative alla provenienza possono comunque essere utili insieme agli altri dati riportati sull’etichetta e alle indicazioni delle autorità competenti, soprattutto quando si valutano aspetti legati alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare.

Consigli di acquisto sostenibile

Conoscere la provenienza del pesce ti permette di fare scelte più consapevoli in base alla tua preferenza per la freschezza, la sostenibilità e la qualità, proprio per questo è uno dei fattori principali per un consumo sostenibile. Non è l’unico però: la legge, in particolare l’articolo 35 del reg. CE n. 1379/2013, stabilisce una serie di informazioni riguardo ai prodotti ittici da apportare su etichetta o cartellini, e riguardano le già citate zona di pesca FAO, ma anche il nome preciso della specie, il metodo di cattura o allevamento, e se si tratta di un prodotto fresco o che è stato scongelato.

1. La zona in cui il prodotto è stato catturato

Delle zone di pesca FAO abbiamo parlato a fondo ma è bene ribadirlo ancora una volta: controlla sempre con attenzione sull’etichetta o sul cartellino il numero della zona di pesca da cui proviene il prodotto. Le informazioni, per legge, devono indicare la denominazione della sottozona o divisione unitamente ad una denominazione facilmente comprensibile per il consumatore, oppure una carta o un pittogramma in sostituzione della denominazione della zona. Come ti abbiamo spiegato è un’informazione fondamentale per compiere degli acquisti sostenibili, consapevoli, che rispettino l’ambiente ma che siano anche sicuri a livello alimentare per i consumatori.

Il resto è nella pagina successiva

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *