Non è necessario riempire completamente la ciotola di materiale vegetale: una quantità moderata è sufficiente.
- Lasciarla all’aperto durante la notte
La ciotola viene tradizionalmente lasciata all’esterno tra la sera del 23 giugno e il mattino del 24.
Dove metterla?
Meglio scegliere un luogo:
riparato da animali;
lontano da strade;
non esposto a polvere o contaminanti;
sicuro da rovesciamenti.
La luna deve necessariamente illuminarla?
No.
La presenza della luce lunare appartiene al simbolismo della tradizione. Non modifica in modo particolare le proprietà chimiche dell’acqua.
- Il mattino successivo
Tradizionalmente, al risveglio si utilizza l’acqua per lavarsi viso e mani.
In alcune zone viene condivisa anche con familiari e amici come gesto augurale.
Bisogna bere l’acqua di San Giovanni?
No.
È più prudente considerarla una preparazione simbolica per uso esterno e non una bevanda.
Durante una notte all’aperto, infatti, l’acqua può entrare in contatto con:
polvere;
pollini;
insetti;
microrganismi;
materiale vegetale non destinato all’ingestione.
Inoltre alcune piante utilizzate tradizionalmente non sono necessariamente adatte al consumo orale.
Non è un infuso alimentare
L’acqua di San Giovanni non deve essere confusa con una tisana preparata con piante alimentari identificate, acqua bollente e condizioni igieniche controllate.
Se si vuole rispettare la tradizione senza introdurre rischi inutili, è meglio usare l’acqua soltanto come gesto simbolico esterno e non berla.
Le piante più comuni e il loro significato tradizionale
Rosmarino
Il rosmarino è una delle piante aromatiche più diffuse nell’area mediterranea.
Nella cultura popolare è stato associato a memoria, protezione e purificazione.
Il suo aroma intenso rende piacevole anche l’esperienza sensoriale della preparazione.
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