Era utile in autostrada?
Sì, era proprio uno degli scenari in cui poteva essere maggiormente sfruttata.
Una volta raggiunta la velocità di crociera, il rapporto lungo permetteva di diminuire il regime motore.
E in salita?
Una salita richiede maggiore coppia alle ruote.
Se il motore non riusciva a mantenere facilmente la velocità in E, era necessario tornare in quarta o in un rapporto ancora più basso.
E in discesa?
In discesa non sempre il rapporto più lungo è la scelta migliore.
Una marcia inferiore può fornire maggiore freno motore, riducendo il lavoro richiesto ai freni.
Il rapporto deve quindi essere scelto in funzione della sicurezza e delle condizioni della strada, non soltanto del consumo.
La marcia più alta non è sempre la più economica
Questo principio rimane valido ancora oggi.
Viaggiare con il motore a un regime eccessivamente basso mentre si chiede molta potenza può essere inefficiente e poco confortevole.
È meglio scegliere un rapporto che consenta al motore di funzionare regolarmente.
Il contagiri era importante?
Non tutte le automobili economiche dell’epoca disponevano di contagiri.
Molti automobilisti sceglievano il rapporto ascoltando il motore e valutando la risposta dell’acceleratore.
La lettera E serviva anche come semplice indicazione pratica della funzione del rapporto.
Perché oggi suscita curiosità
Chi è abituato agli schemi moderni 1-2-3-4-5-6 può interpretare quella lettera come una funzione misteriosa.
In realtà rappresenta una fase di transizione tra i vecchi cambi a quattro marce e le trasmissioni moderne con numerosi rapporti.
Un dettaglio tipico delle youngtimer
Oggi i cambi 4+E si incontrano soprattutto su automobili storiche o youngtimer.
Per gli appassionati, il pomello originale con la lettera E è diventato uno di quei piccoli dettagli capaci di raccontare immediatamente l’epoca in cui la vettura è stata progettata.
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