Cosa è rimasto oggi della marcia E
Praticamente il suo principio di funzionamento.
Le moderne seste marce, gli ultimi rapporti dei cambi automatici e numerose strategie elettroniche cercano ancora di fare ciò che faceva la E: evitare che il motore giri inutilmente veloce quando non serve molta potenza.
Conclusione
La lettera E sul cambio delle vecchie automobili indicava generalmente Economy e identificava un rapporto superiore particolarmente lungo, pensato soprattutto per la guida a velocità costante.
Era comune su alcune vetture europee nel periodo in cui i cambi manuali stavano passando da quattro a cinque rapporti e il risparmio di carburante era diventato una priorità sempre più importante.
Inserendo la E su una strada pianeggiante o durante un lungo trasferimento, il motore poteva lavorare a un regime più basso, con potenziali vantaggi in termini di consumo, rumorosità e comfort.
Non era però una marcia da utilizzare in qualsiasi situazione: in salita, durante un’accelerazione decisa o a velocità troppo bassa era spesso necessario scalare.
Con la diffusione dei cambi a cinque e sei marce, dei sistemi elettronici e delle trasmissioni automatiche, la lettera E è progressivamente scomparsa dai pomelli.
Il concetto che rappresentava, però, è ancora presente praticamente in ogni automobile moderna: utilizzare rapporti più lunghi quando possibile per ridurre il regime del motore e migliorare l’efficienza.
Quella piccola E è quindi molto più di una curiosità automobilistica. È la testimonianza di un’epoca in cui una semplice scelta nei rapporti del cambio rappresentava una delle principali strategie per rendere un’automobile più economica nei consumi.
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