Il fatto che un alimento sia confezionato non significa comunque automaticamente che sia nutrizionalmente sfavorevole.
Verdure surgelate, legumi in scatola, yogurt naturale e molti altri prodotti possono essere lavorati industrialmente senza appartenere necessariamente alla stessa categoria di snack, bibite o dolci altamente formulati.
Lo studio sulle diete ultraprocessate
I ricercatori hanno confrontato due modelli alimentari che rispettavano entrambi linee guida generali per una dieta equilibrata.
La principale differenza riguardava il grado di lavorazione degli alimenti.
In una fase i partecipanti consumavano soprattutto prodotti minimamente processati, mentre nell’altra erano presenti più alimenti classificati come ultraprocessati.
I partecipanti potevano mangiare secondo il proprio appetito, permettendo agli studiosi di osservare come le due tipologie di dieta influenzassero spontaneamente quantità consumate, peso e altri parametri.
Cosa è successo al peso?
Entrambe le alimentazioni potevano essere compatibili con una perdita di peso, ma la riduzione risultava mediamente maggiore durante la dieta composta soprattutto da alimenti minimamente processati.
Il risultato suggerisce che il grado di trasformazione degli alimenti potrebbe influenzare la quantità di cibo che una persona consuma spontaneamente, la sazietà e altri fattori coinvolti nel controllo del peso.
Non permette però di concludere che ogni persona dimagrirà necessariamente il doppio semplicemente eliminando tutti gli alimenti ultraprocessati.
Il risultato più interessante non è quindi una promessa di dimagrimento rapido, ma il fatto che due diete apparentemente equilibrate possano produrre risultati diversi anche in base al tipo di alimenti che le compongono.
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