Corticosteroidi: sia in compresse (prednisone, idrocortisone), sia in creme topiche o inalatori per asma e BPCO (budesonide, fluticasone). L’uso prolungato di steroidi è una delle principali cause di cataratta sottocapsulare posteriore.
Antidepressivi e psicofarmaci: farmaci comunemente prescritti come sertralina (Zoloft), fluoxetina (Prozac), citalopram (Celexa) e paroxetina (Paxil) sono inclusi nell’elenco delle sostanze “probabilmente” o “notamente” in grado di indurre la cataratta.
Farmaci per il cuore: amiodarone e alcune statine per il colesterolo.
Trattamenti antitumorali: tamoxifene e metotrexato.
Farmaci per la gotta: allopurinolo.
Inoltre, una specifica procedura chirurgica, la vitrectomia (spesso eseguita per il distacco di retina), porta allo sviluppo di cataratta in quasi il 70% dei casi entro un anno dall’intervento.
Il meccanismo: stress ossidativo e calo del glutatione
Perché questi farmaci danneggiano l’occhio? Il denominatore comune è lo stress ossidativo. Il cristallino dell’occhio necessita di potenti antiossidanti per rimanere trasparente. I farmaci menzionati in precedenza, insieme alle tossine ambientali, esauriscono le riserve di glutatione dell’organismo, il principale antiossidante, e aumentano i livelli di perossido di idrogeno (HPO) nell’occhio.
Quando i livelli di glutatione diminuiscono e l’ossidazione aumenta, le proteine del cristallino si aggregano, creando l’opacità caratteristica nota come cataratta.
Soluzioni naturali: prevenzione e inversione
La buona notizia è che la scienza ha anche identificato degli antidoti. Studi su esseri umani e animali hanno dimostrato che è possibile arrestare e invertire l’opacizzazione del cristallino ripristinando i livelli di antiossidanti. Ecco il protocollo basato sulla ricerca presentata dal Dr. Ardis.
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