I marchi indicati sono stati Panna, Esselunga Ulmeta, Maniva, Saguaro di Lidl e Levissima.
Fiuggi è stata invece penalizzata soprattutto per altri aspetti, tra cui il contenuto di arsenico valutato secondo i criteri del test e l’impatto ambientale della confezione.
Una precisazione importante su Fiuggi
Alcuni articoli online hanno inserito Fiuggi tra le acque “bocciate per TFA”.
La comunicazione originale di Altroconsumo è però più precisa: le acque penalizzate per TFA sono cinque, mentre Fiuggi ha ricevuto un giudizio negativo per altri parametri.
Questa distinzione è importante per evitare di trasformare una classifica comparativa in un messaggio più allarmistico di quanto indichino i dati originali.
Quale limite è stato utilizzato per il TFA?
Nel 2025 non esisteva un limite europeo specifico dedicato esclusivamente al TFA nelle acque minerali.
Altroconsumo ha utilizzato come riferimento il valore previsto per la somma dei PFAS totali nell’acqua destinata al consumo umano, pari a 0,50 microgrammi per litro.
I cinque campioni giudicati negativamente per TFA superavano questo valore anche considerando l’incertezza di misura, secondo quanto riportato dall’associazione.
Questo significa che quelle acque erano illegali?
No, non automaticamente.
Il valore utilizzato da Altroconsumo era un riferimento scelto per la valutazione del test e non rappresentava, in quel momento, un limite specifico di legge per il TFA nelle acque minerali.
È quindi scorretto trasformare la bocciatura nel test in una dichiarazione secondo cui quelle acque fossero necessariamente “fuori legge”.
Quali acque erano senza TFA?
Altroconsumo ha segnalato alcune acque nelle quali il TFA non era stato rilevato nel campione analizzato.
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