Attualmente l’Italia possiede 2.452 tonnellate di oro, tra le maggiori scorte al mondo, con circa il 43% depositato presso la Federal Reserve di New York e porzioni più piccole custodite in Svizzera e nel Regno Unito. La diversificazione dei luoghi di custodia, come sottolineato dalla Banca d’Italia, serve a ridurre i rischi e a garantire una pronta disponibilità dell’oro nelle principali piazze finanziarie internazionali. Tuttavia, l’idea di riportare l’oro in patria implica una serie di valutazioni complesse: dalla logistica del trasporto e delle assicurazioni, fino all’impatto operativo nei mercati, dove la presenza fisica delle riserve all’estero consente di effettuare operazioni rapide di swap o collateral.
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