Per anni ho provato risentimento verso mio padre perché era povero, poi il suo ultimo regalo mi ha spezzato il cuore.

Lavori estivi.

Lavoro al bancomat al di fuori del normale orario di lavoro.

Non perché amasse lavorare.

Perché la sopravvivenza lo richiedeva.

Perché crescere tre figli da sola lo richiedeva.

Perché perdere non era un’opzione.

Poi ho trovato qualcosa che mi ha spezzato il cuore.
Una piccola busta nascosta sotto tutto il resto.

All’interno c’erano dei biglietti scritti a mano.

Alcuni indirizzati a nessuno.

Alcuni pezzi sono incompiuti.

Alcuni di questi non erano destinati a essere letti.

In un appunto scrisse:

Il resto è nella pagina successiva

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