A farsi carico della cura del luogo è soprattutto la madre del bambino, Paola Pellinghelli Onofri, che periodicamente interviene per ripristinare il decoro. Anche di recente ha raccolto diversi sacchi di materiali abbandonati, con l’aiuto di conoscenti e vicini. Un impegno costante che si rinnova ogni anno, nonostante i cartelli di divieto e le richieste di maggiore attenzione.Secondo quanto riferito, l’area risente di criticità note, già segnalate in passato alle istituzioni locali. Dal Comune, guidato all’epoca da Federico Pizzarotti, è arrivata la consapevolezza del problema, definito come una delle situazioni più complesse da gestire sul territorio. Il portavoce Marcello Frigeri ha ricordato come interventi di pulizia vengano programmati periodicamente.
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Nel frattempo, l’iniziativa privata continua a supplire alle difficoltà organizzative, mentre si avvicinano le ricorrenze commemorative. La comunità locale chiede soluzioni strutturali per restituire dignità a un luogo che rappresenta un simbolo di memoria collettiva, collegato anche al territorio vicino al corso del Enza River e alla frazione di Casalbaroncolo.
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