Quando si parla di sicurezza alimentare, molte persone pensano soprattutto a pesticidi, additivi, mercurio, contaminanti chimici o qualità delle materie prime.
Questi aspetti sono importanti, ma esiste un altro elemento fondamentale che dipende in larga parte dalle nostre abitudini quotidiane: il rischio microbiologico.
Batteri, virus e altri microrganismi possono contaminare gli alimenti durante il trasporto, la conservazione, la preparazione o la cottura. Una parte significativa della prevenzione avviene quindi direttamente in cucina.
Conservare correttamente il cibo, rispettare la catena del freddo, evitare contaminazioni tra alimenti crudi e cotti e mantenere pulite mani e superfici sono gesti semplici che possono ridurre concretamente il rischio di malattie di origine alimentare.
Le infezioni di origine alimentare non sono rare
Le malattie trasmesse dagli alimenti rappresentano un problema di salute pubblica in tutto il mondo.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno centinaia di milioni di persone si ammalino dopo aver consumato alimenti contaminati.
I responsabili possono essere diversi microrganismi, tra cui batteri come Salmonella, Campylobacter, alcune specie di Escherichia coli e Listeria monocytogenes, oltre a virus e parassiti.
Non sempre il cibo contaminato ha un cattivo odore
Uno degli errori più comuni è pensare che un alimento pericoloso debba necessariamente apparire alterato, avere cattivo odore o sapore sgradevole.
Non è sempre così.
Alcuni microrganismi patogeni possono essere presenti senza modificare in modo evidente colore, odore o consistenza dell’alimento.
Per questo affidarsi soltanto ai sensi non è sufficiente per stabilire se un cibo è sicuro.
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